5.6.05

Riflessioni dai remoti!

Cari cipressini! (…saluto troppo carducciano per una domenica mattina?)

allora correggo il tiro, cari cidipini (va meglio ora?)

passata l’onda emotiva della prima visione del filmato, vorrei proporvi una lettura metaforica dello stesso.
Il mio intento primario non era quello di raccontare una storia, ma la selezione in chiave cronologica delle immagini mi ha portato, a posteriori, a riflettere su significati nascosti.
Si sovrappongono due letture. Partiamo dal valore metaforico dell’uso del colore: colori piuttosto freddi e poco significativi all’inizio del filmato (riprese interne, individui con sorrisi formali, primo incontro); i colori divengono più caldi (riprese interne, gli individui diventano gruppo e le espressioni sono più autentiche), infine, alla LSS, la luce solare enfatizza i colori, il gruppo si trasforma in comunità, comunità che condivide convivialità e apprendimento.
Ci sono due immagini, però, che sembrano sottolineare il ciclo di vita di una comunità: quella iniziale del “bicchiere” e quella finale del “decanter”. Ogni comunità di pratica, come un decanter, deve essere riempita di buon vino e ciascun componente deve poter “versare” nel decanter e prendere a sua volta. Ma per far questo deve esserci una finalità.

Italia ed io, per deformazione professionale, continuiamo ad insistere sulla definizione concorde di obiettivi minimi e sulla stesura della netiquette. Siamo d’accordo con Antonio Fini e parafrasiamo: “Il vino è più importante del contenitore”!
Buona domenica a tutti!

Laura

1 Comments:

Blogger Italia said...

Salve a tutti,

Mentre vi immagino impegnati a portare a termine l’agenda, invio sull’onda dell’effetto “decanter” ulteriori riflessioni.

Ieri sera, dopo l’audio conferenza, Laura ed io abbiamo discusso e riflettuto sugli spunti che tutti voi ci avete fornito. In particolare ci siamo soffermate su alcuni punti

Mancata partecipazione da parte di tutti
Regole
Disponibilità
Comunicazione interna
Strumenti
Obiettivi

Sul mancato coinvolgimento da parte di tutti alle attività della CdP, una possibile spiegazione potrebbe essere ricercata negli impegni già presi e comunque considerati prioritari rispetto alla CdP.
Ma non basta a spiegare i diversi livelli di partecipazione che sfumano dal massimo coinvolgimento ( proposte, sollecitazioni, contatti, etc) al minimo ( stiamo a vedere che succede).
Forse ciascuno di noi dovrebbe riflettere sulle proprie motivazioni e aspettative. ( cosa mi può dare la comunità, cosa posso dare io alla comunità ?) Do ut des che, tradotto in romanesco potrebbe essere, "se vuoi che l'amicizia se mantenghi, un canestrino vadi e l'altro venghi").

Rispetto ad un’iniziativa personale o di gruppo, ciascuno dovrebbe esplicitare, il carico di lavoro che può sostenere in un periodo di tempo( da concordare). Accettare/rifiutare di contribuire ad un progetto, individuale o di gruppo, prevedendo il tempo che possiamo dedicare e il carico di lavoro che possiamo sostenere , mi sembra una buona pratica da seguire.

Regole. Non ci siamo ancora dati delle regole.

Summer/Spring/Autumn/Winter School. Gli incontri stagionali sono importanti e servono, oltre che a rinvigorire legami e rapporti amicali, a fare il bilancio delle attività e a considerare nuove prospettive, a presentare esperienze. Tuttavia, non si dovrebbero aspettare sei mesi per sapere “cosastiamofacendo” ma ciascun potrebbe, periodicamente( tre mesi?) compilare e pubblicare un report strutturato sintetico( argomento, campi di applicazione, risultati, criticità, prospettive di ricerca, etc) da condividere con gli altri componenti. (Comunicazione interna)

Sugli strumenti e obiettivi concordo pienamente con quanto Laura ha già espresso.

In attesa di un vostro feedback vi auguro di trascorrere una bella domenica
un grande abbraccio
italia

12:01 PM  

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